Ottimizzare una landing page: Ecco come diminuire la frequenza di rimbalzo

Postato da Stefano Pepi il 26 Mag 2012 - Visto da 1.628 utenti
 

landing page e frequenza di rimbalzoOgni marketer che si rispetti sa che in ogni attività online non basta ottenere ottime quantità di traffico per arrivare al successo. Lo studio parallelo al SEO (per la ricerca di traffico sempre fresco) è quello dell’ottimizzazione delle pagine per ottenere conversioni sempre maggiori.

Se possiedi un’azienda che vende prodotti tramite il proprio sito e se sei riuscito ad attirare costantemente una buona mole di visitatori, ricorda di non cantare vittoria. Adesso arriva la parte più delicata: trasformare il semplice visitatore in cliente fidelizzato e acquirente. Fare questo non è semplice, o perlomeno non è semplice farlo ottenendo grandi conversioni.

Il successo o l’insuccesso della tua attività dipenderà, da grand parte, da questo fattore. Vediamo quali sono, sommariamente, gli aspetti da tener presente quando si realizza una landing page.

Partiamo dal fatto che l’errore più comune che i principianti fanno è di credere che la maggior parte dei visitatori leggerà tutti i contenuti della lettere di vendita. Non è così! Statisticamente, la maggior parte delle persone abbandoneranno la pagina dopo pochissimi secondi, altre inizieranno la procedura di acquisto e la interromperanno subito, altre daranno una possibilità alla pagina ma dopo qualche minuto la abbandoneranno e solo poche di queste completeranno l’acquisto e diventeranno ”clienti ufficiali“.

La prima bestia contro la quale si deve combattere è, quindi, la frequenza di rimbalzo. Dobbiamo impedire che i nostri visitatori abbandonino la pagina nei primissimi secondi. Quindi, quello che dobbiamo fare è mostrare all’utente tutto quello che si aspetta da una landing page:

  • Immagini grandi e di ottima risoluzione. Le immagini sono l’unica cosa che può rappresentare il prodotto in vendita, dato che l’acquirente non può toccare con mano il prodotto. E’ bene, quindi, presentare subito l’aspetto del prodotto per essere più chiari possibili sin dall’inizio. Per quanto riguarda gli infoprodotti, è importante utilizzare cover di impatto e assolutamente personalizzati (per questo motivo molti marketer si rivolgono a designer professionisti per queste mansioni).
  • Utilizzare il TAG H1 della pagina con cura e attenzione. Ricorda che il titolo della pagina è il fattore che determina della maggior parte dei casi la sorte di una vendita. Un titolo altamente descrittivo, ma d’impatto terrà il lettore attaccato allo schermo, lo riempirà di curiosità, lo emozionerà. Riuscire a infondere queste sensazione ad un visitatore non è assolutamente facile, ma se riesci in questo intento la sua fiducia è tua!

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